Italiano
Bosco di Ramaz
Bosco di Ramaz
Dentro il bosco
Dentro il bosco
La palma nel bosco Zermula
La palma nel bosco Zermula
Faggio
Faggio
Pino
Pino
 

Boschi e paesaggi montani

Uno degli elementi di maggior interesse naturalistico della valle d’Incarojo è la vegetazione, ovvero il composito paesaggio vegetale, dominato da ampie fasce boschive che ricoprono ampiamente i versanti, a partire dal fondovalle. Si tratta soprattutto di conifere, ma sono assai diffusi anche i boschi di faggio o quelli misti di conifere e latifoglie. La selvicoltura ha avuto un ruolo preminente nell’economia della vallata dal dominio veneziano fino a metà del secolo scorso. Fu la Repubblica Veneta ad individuare nella salvaguardia dei territori di montagna la premessa necessaria per la sicurezza della sua laguna. Molti boschi furono “banditi” nel senso che, sottratti all’uso delle popolazioni locali, dovevano garantire la stabilità dei versanti, impedendo le frane. Alcuni di questi, grazie a questa antica azione di conservazione, sono diventati oggi riserve naturali di elevato pregio. Ma anche per tutti gli altri i tecnici veneziani imposero modalità di gestione atte a garantire sempre la copertura forestale, riducendo al minimo le possibilità di eventi erosivi pericolosi per la stabilità. Si trattava della tecnica selvicolturale che prevedeva il taglio cadorino “per pedali”.
L’utilizzazione del bosco si limitava ad asportare le piante che avessero raggiunto dimensioni prefissate e la sua conservazione si affidava alla rinnovazione naturale che veniva favorita; si trattava di un modello selvicolturale molto vicino a quella che è il ciclo vegetale forestale naturale. Si garantiva una copertura costante del suolo e una produzione di elevato valore commerciale, come potevano averla i tronchi di dimensioni notevoli quale legname da opera. Alcuni boschi sono affascinanti proprio per l’aspetto naturale che hanno conservato: piante di tutte le dimensioni, mescolate a creare delle vere e proprie foreste dense.
Percorrendo la strada per Ramaz, merita una visita il bellissimo bosco Zermula che vanta anche un monumento naturale eccezionale: una pianta di abete che in realtà è formata da un tronco piegato su cui si sono sviluppate cinque-sei piante a candelabro che hanno raggiunto notevoli dimensioni. Molto bello è anche il Boscàt che si percorre attraverso un comodo sentiero che raggiunge la forra del Fusèt per poi ricongiungersi alla strada di Ramaz in località Pian di Zermula. Di facile accesso, perché servito dalla strada provinciale Paularo-Ligosullo-Treppo, è il bosco del Duron, ricco di ciclamini nella tarda estate, come ebbe a verificare Caterina Percoto che lo percorse durante la sua escursione a Paularo.

I Prati

I prati stabili del fondovalle che nella tarda primavera si impreziosivano di ricche e variegate fioriture, sono purtroppo un elemento del paesaggio che va scomparendo di pari passo con il declino dell’agricoltura di montagna. Qualche pascolo d’alta quota invece resiste, offrendo in estate ai visitatori la pace e la serenità che le malghe sanno infondere con le mucche al pascolo, i malgari che lavorano con passione i prodotti, il silenzio rotto solo dal rumore dei campanacci, le fioriture dai colori intensi dei fiori d’alta montagna.
A Paularo sono ancora attivi gli alpeggi di Zermula, Pizzul, Ramaz, Meledis, Curdin, Valbertad.
Per gli appassionati della flora alpina una escursione ricca di spunti d’interesse è quella che porta da Dierico alla casera del Mestri, sotto il Sernio: lungo il percorso sui massi erratici ed alluvionali si può apprezzare una flora variegata d’alta quota, ricca di specie di pregio per significato fitogeografico.
Un altro paesaggio vegetale di grande fascino è quello del Çiadin di Lanza-Val Dolce, a Nord di Paularo, al confine con il comune di Moggio e con l’Austria. Il fondovalle è ampio e dolce (da cui il nome Çiadin) ed è circondato da cime rocciose distanziate ed imponenti (Cima di Lanza, Cima Val Dolce, Aip). I pascoli sono interrotti da ampie torbiere e da macchie di pino mugo e di rododendri. Alle molte specie tipiche dei pascoli d’alta quota si associano qui anche una vegetazione di torbiera assai interessante e una brughiera che rappresenta un habitat favorevole per la popolazione di Tetraonidi (Gallo cedrone) che vi vive.