STEMMA DEL COMUNE
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STEMMA DEL COMUNE

Testo
BLASONATURA
Trinciato abbassato d’azzurro e di rosso: il primo a tre torri di muro merlate (3) alla ghibellina, aperte del campo e fondate sul trinciato; il secondo a tre stelle d’oro di sei raggi ordinate sotto le basi delle torri.
(Lo stemma ed il gonfalone del Comune sono stati concessi al Comune dal Presidente della Repubblica con decreto 2373 del 08 luglio 1980).

CENNI STORICI
Le torri che si trovano dentro lo scudo dello stemma del Comune hanno origine molto lontane ed hanno, ognuna un nome preciso. Il loro scopo era quello di difesa del territorio e di segnalare con il fumo i pericoli di invasioni incombenti.
Quella a ponente, detta “dai Cias’cielîrs”, che si trova a quota 1.300 m. sul torrione sopra la località “Liùs” vicino a Ligosullo era una vera fortezza a difesa del territorio, munita di spingarda (antica macchina da guerra che lanciava grosse pietre) ed altre armi del tempo.
Quella a levante, detta del “Torriòn”, che si trova sul cucuzzolo tra la malga “Pradulina” e la malga “Turruiea” a quota 1.635 m. aveva una struttura possente, in quanto doveva difendere il territorio e segnalare le eventuali invasioni di Turchi o altri, che salivano lungo la strada romana che da “Studena bassa conduceva ai “Piani di Lanza”.
Quella di centro, detta di “Chiaùl”, che si trovava nei pressi “Dal Clàp di Miliâ a quota 1.640 m. aveva, più o meno, le stesse caratteristiche di quella di ponente. Da essa partivano i segnali ricevuti dalla torre di levante e da quella di ponente poi trasmessi nei paesi che si trovano lungo la valle d’Incarojo ed anche in quelli più lontani.
Sappiamo che la Valle d’Incarojo aveva, fino al 1.808, sei comuni detti “comuni rustici” e che nello stesso anno, per volere di Napoleone, furono costituite due nuove strutture amministrative:
1.La deputazione Comunale che univa in un’unica Assemblea tutti i sei comuni della valle;
2.Le Frazioni che incorporavano, in un’unica Borgata, tutte le Ville annesse.
Fu questa prima Assemblea (la Deputazione Comunale) ad adottare per prima lo stemma con le tre torri su un gagliardetto, simbolo dei tre fortilizi posti a difesa del territorio.
Gli Incarojani conoscevano soltanto le torri di levante e quella di ponente. Ma il sito di quella di mezzo era a loro sconosciuto.
Furono le due parole “Ab Turris” (presso la torre) scritte nell’Atto Notarile redatto nel 1.649 dal pubblico Notaio Gio: Battista Valesio, a indicare una possibile traccia per la ricerca della torre di mezzo.
Ora, dopo una accurata ricerca, è venuto alla luce anche il terzo fortilizio che poggiava sul terrazzato roccioso chiamato “Clap di Miliâ”.
Nelle prime Assemblee della Deputazione Comunale gli eletti hanno voluto inserire sullo stemma del Comune, i tre fortilizi simboleggiati da tre torri per ricordare ai posteri la realtà di un passato che ora non c’è più.
(fonte cenni storici: Nazario Screm)

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